Profiel van Mary"Io non fui originata, m...Foto'sWeblogLijsten Extra Help

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    19 april

    DAVVERO

      

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    Mi batte e mi ritempra

    nel tempo che consola

    quell’essere per lungi

    a lungo senza terra.

    Di un passo o mille passi

    ho sterrato la mia strada.

    Di un volto o nessun volto …

    Libera davvero, ricca davvero,

    davvero lontana, da tutto,

    anche da me.

    Fuochi illusori per di più riaccendevo

    all’ombra di muti inganni.

    Percossa da sbagli

    per errati percorsi,

    battuta dai venti

    per taciti istanti …

    Ma libera davvero,

    ricca davvero!

     

     

    Mary 

     

     

     

    18 april

    - PICCOLI CANTI -

     
     
    merini
     
     
    Se tutto un infinito
    ha potuto raccogliersi in un corpo,
    come da un corpo
    disprigionare non si può l'Immenso?
     
    Se tu potessi
    come un'ala spiegarti, anima mia,
    il mio povero occhio nel suo lago
    non ti raccoglierebbe...
     
    Matura la grazia
    il tempo matura, io sola son ferma,
    con immagini tue dinanzi agli occhi
    che non so, nel presente guardare,
    con l'effluvio di mille fiori defunti
    ancor fresco alle nari.
     
    S'anche ti lascerò per breve tempo,
    solitudine mia, se mi trascina
    l'amore, tornerò, stanne pur certa;
    i sentimenti cedono, tu resti.
     
    Il mio cuore è la selva inabitata,
    vergine, fitta d'ombre e di sottili
    rumori, di fugaci apparizioni, 
    di più fugaci corse.
     
    O sorte mia, dove mi sospingi?
    Perchè verso le braccia
    che mi rifiutano invece?
    Che anelito è questo?
    Se vuoi sottrarti da me,
    lasciami la tua ombra
    ... ed io l'educherò per i miei sogni.
     
     Ci si può anche sentire spiaggia
    con la sua terra che non è già più terra,
    con la sua anima che non è ancora tutt'anima,
    misti a un'immensità che può chiamarsi musica
    o amore, o fede...
     
    Ci leggi, Signore, negli occhi
    almeno,
    nell'acerbità dei muscoli del volto
    tesi,
    il divenire ineffabile dell'anima,
    il nostro struggimento per un bene
    che non può giungere oltre
    il poverissimo limite del pianto?
     
    Alda Merini
     
    1947-1948
     
     
    14 april

    Pedro Salinas

     
     
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    SI' TUTTO CON ECCESSO:
    LA LUCE,LA VITA,IL MARE!
    PLURALE TUTTO PLURALE,
    LUCI, VITE E MARI.
    CHE SALGANO, CHE ASCENDANO
    DA DOZZINE A CENTINAIA, DA CENTINAIA A MIGLIAIA,
     IN UN ESULTANTE RIPETIZIONE INFINITA DEL TUO AMORE UNITA'.
    TAVOLE, PENNE E MACCHINE,
    TUTTO CORRA A MOLTIPLICARE, 
    CAREZZA PER CAREZZA,
    ABBRACCIO PER VULCANO.
    BISOGNA STANCARE I NUMERI.
    CHE CONTINO SENZA POSA, SI UBRIACHINO CONTANDO, 
    E CHE NON SAPPIANO PIU'
    L'ULTIMO QUALE SARA':
    CHE VITA SENZA TERMINE!
    Pedro Salinas
    10 april

    PIAZZA SARZANO

     
     
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    All'antica piazza dei tornei salgono strade e strade e nell'aria pura si prevede, sotto il cielo, il mare. L'aria pura è appena segnata di nubi leggere.
    L'aria è rosa. Un antico crepuscolo ha tinto la piazza e le sue mura. E dura sotto il cielo che dura, estate rosea di più rosea estate.
    Intorno, nell'aria del crepuscolo, si intendono delle risa, serenamente, e dalle mura sporge una torricella rosa tra l'edera che cela una campana:
    mentre, accanto, una fonte sotto una cupoletta getta acqua acqua ed acqua senza fretta, nella vetta con il busto di un savio imperatore:
    acqua acqua, acqua getta senza fretta, con in vetta il busto cieco di un savio imperatore romano.
    Un vertice colorito dall'altra parte della piazza mette quadretta, da quattro cuspidi una torre quadrata mette quadretta svariate di smalto,
    un riso acuto nel cielo, oltre il tortueggiare, sopra dei vicoli il velo rosso del roso mattone: ed a quel riso odo risponde l'oblio.
    L'oblio così caro alla statua del pagano imperatore, sopra la cupoletta dove l'acqua zampilla senza fretta sotto lo sguardo cieco del savio imperatore romano.
     
    Dino Campana
     
    (Genova - Piazza Sarzano)
    04 april

    IO

     
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    Ho levato un grido
    nel silenzio costrittivo della mia infanzia,
    ho avuto un sussulto
    nella notte fatua di tutti i miei amori,
    ho steso un velo verginale sui miei occhi ...
    L'ho chiamato Poesia.
     
    Mary