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    20 februari

    ALERAMO A CAMPANA - Borgo San Lorenzo, 7 Agosto 1916

     

     

    Perchè non ho baciato le tue ginocchia?

    Avrei voluto fermare quell'automobile giù per la costa, tornare al Barco a piedi, nella notte, che c'è il tuo petto per questa bambina stanca.

    Tu che tacevi o soltanto dicevi la tua gioia. Sentivi che la visione di grandezza e di forza si sarebbe creata in me non appena io fossi partita? Nella tua luce d'oro. E non ho baciato le tue ginocchia.

    I nostri corpi sulle zolle dure, le spighe che frusciano sopra la fronte, mentre le stelle incupiscono il cielo.

    Non ho saputo che abbracciarti. Tu che m'avevi portata così lontano. Che il giorno innanzi ascoltavi soltanto l'acqua correr fra i sassi. Oh, tu non hai bisogno di me!

    Dino, provo qualcosa di tanto forte che non so come lo reggerò ... Sei tu che mi squassi così? Cosa m'hai messo nelle vene? E sempre ho negli occhi quella strada col sole, al primo mattino, le fonti dove m'hai fatto bere, la terra che si mescolava ai nostri baci, quell'abbraccio profondo della luce. Dove sei, che mi sento così strappata a me stessa?

    Hai visto che siamo vergini? Che qualcosa non ci fu mai strappato?

    Prendimi, tiemmi, bruceremo.

     

    Dimmi che mi manca così il respiro perchè mi chiami, perchè mi vuoi ...

    Scrivimi!

     

     

                                                                   Sibilla

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    10 februari

    ODI ET AMO

     
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    Odio, ed odio odiare cosa mi tiene, cosa mi constringe.

    Amo dovere, dovere sentirmi libera … come dover respirare.

    Odio il “non posso”, amo il “non voglio”.

    Amo il “me”, che spesso significa solitudine, ma è solitudine appagante e mai vuota.

    Odio la superficie di tutte le cose, che è scontatezza opaca, amo la profondità,

    quella del mondo che ho voluto erigere, quella degli altri … di cui non so nutrirmi, e resto affamata.

    Odio la necessità, che è dipendenza, droga, illusione e vaneggiamento. Come dire “noi”.

    Amo l’indipendenza, che mi fa unica sovrana, bisognosa di nulla.

    Odio le parole infarcite di vana bellezza, a cui non credo.
    Amo il silenzio e chi riesce a parlarlo.

    Amo e odio dire che “amo” e che “odio”, per poi fallire in entrambe le cose …

    per paura, che odio, e ricerca della verità, che amo.

     

    Mary