Mary's profile"Io non fui originata, m...PhotosBlogLists Tools Help

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    November 28

    "NON IMPENSIERIRTI"

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    Non impensierirti  mio tradito,

    vivo lontana dagli spasimi della guerra.

    Il tempo mi ha affidato una casa

    ... dalla casa scorgo il tempo.

    Ti chiesi perdono per i miei silenzi

    - oggi me ne rammarico -

    la tua bellezza non la potevo dire ...

    nè ancora posso dirla.

    Vivi selvaggio,

    che di te ho memoria come fossi vento!

    Sotto l'albero stellato troverai

    il cadavere del mio amore muto,

    non soffermarti ...

    Fatti baciare le mani

    ... come io le bacerei,

    ama, come soltanto  i miei occhi

    ti amerebbero …

    E taci, taci per sempre

    perché io possa vivere.

     

     Mary

    November 25

    NOTTE DI VIOLA

      _DivX - ITA_ Un Viaggio Chiamato Amore _2002_ Regia Michele Placido_ Laura Morante, Stefano Accorsi, Alessandro Haber_ 061_0001
     
    Il mare nel vento mesceva il suo sale che il vento mesceva e levava nell’odor lussurioso dei vichi,e la bianca notte mediterranea scherzava colle enormi forme delle femmine tra i tentativi bizzarri della fiamma di svellersi dal cavo dei lampioni.

    Nel mentre, sullo sfondo, il cupo azzurro si insenava di stelle. Avanti, come una mostruosa ferita, profondava una via.

    O il tuo corpo! Il tuo profumo mi velava gli occhi: io non vedevo il tuo corpo (un dolce e acuto profumo): là nel grande specchio ignudo, nel grande specchio ignudo velato dai fumi di viola, in alto baciato da una stella di luce era il bello, il bello e dolce dono di un dio : e le timide mammelle erano gonfie di luce, e le stelle erano assenti, e non un Dio era nella sera d’amore di viola:

    ma tu leggera, tu sulle mie ginocchia sedevi, cariatide notturna di un incantevole cielo.

    Il tuo corpo un aereo dono sulle mie ginocchia, e le stelle assenti, e non un Dio nella sera d’amore di viola: ma tu nella sera d’amore di viola: ma tu chinati gli occhi di viola, tu ad un ignoto cielo notturno che avevi rapito una melodia di carezze.

    Qual ponte, muti chiedemmo, qual ponte abbiamo noi gettato sull’infinito,

    che tutto ci appare ombra di eternità? A quale sogno levammo la nostalgia della nostra bellezza?

    La luna sorgeva nella sua vecchia vestaglia … dietro la chiesa bizantina.


    Dino Campana

    MARIANNA AL BIVIO

     

    vento

    Cade pioggia e cade neve

    non ho più la mia virtù ..

    cosa importa quel bambino alla finestra.

    Il dolore della gente non riguarda la mia età,

    chiudo gli occhi ed ogni giorno è sempre festa.

    Le canzoni che scrivevo non le riconosco più,

    sono l’ombra di un fantasma che cammina …

    Ma Susanna mi da la mano come prima.

    Ho dormito troppo a lungo,

    la montagna era stregata

    da un poeta che suonava il pianoforte.

    Ho sognato le mie mani che sparivano nel buio

    mentre Dio me le stringeva un po’ più forte.

    Quattro porte. Quattro verità. E ognuna sorrideva …

    E un palazzo di granito con un uomo che gridava

    e la luna che sembrava una patata.

    Ma Susanna non l’ho dimenticata.

    E Marianna camminava con il sole nei capelli

    aggrappata a un paradiso di stagnola.

    Ogni uomo che passava ne toccava la sorgente,

    ma lasciava la sua anima da sola…

    e la strada divideva due esistenze parallele,

    l’orizzonte ne copriva la realtà …

    E Marianna non sapeva cosa fosse veramente

    quel diamante che stringeva nella mano …

    mentre il sole la seguiva da lontano.

    Cade pioggia e cade neve,

    chi ha guardato le mie carte

    sa che forse la mia vita è già decisa.

    Quattro porte. Quattro verità. E ognuna sorrideva …

    E un palazzo di granito con un uomo che scriveva

    e la luna che sembrava una patata

    Ma Susanna non l’ho dimenticata.