| Profiel van Mary"Io non fui originata, m...Foto'sWeblogLijsten | Help |
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27 oktober LA MIA PARTE
Di questa piccola parte del mondo dove mastico pensieri ... Di questa piccola parte ... io voglio rubare gli anfratti stretti, muti, vederne le mutevoli albe .. rubarne i colori, nel tempo, nel tempo che si consuma, da questa parte. Da questa parte io ti aspetto e non finirò di aspettare ... Perchè la tua assenza è la mia parte. Da questa parte dovrò forse prima o poi fuggire ... E guardo ... e mi stupisco e non mi spaventa più il vuoto, perchè il vuoto è la mia parte. Ti ho fatto sovrano di mie debolezze, ma tu estendevi il tuo dominio dalle mie anche ai miei seni d'ombra ... Intento alla conquista di più esigui territori. Mi cresci dentro e fuori, parto interrotto e doloroso… ramo non fruttifero della mia ansia d’amare, d’avvenire. Sull’altare della mia adorazione ti lascio ancora doni tardivi e un voto amaro che amputa il mio desiderio sterile, dove non germoglia il tuo seme rubato, ma il fiore notturno di un’amara poesia.
Mary
22 oktober IL BRUCO E LA FARFALLAQuesto mio racconto è stato pubblicato nel libro "Centro di Igiene Mentale" - Mondadori -
"Te lo sei mai chiesto quanto ci mette un bruco a diventare farfalla? Sono otto mesi precisi precisi! Otto mesi per trovare il coraggio o la vanità di metter su quelle ali e volare. Volare! Perchè di strisciare al bruco non va proprio giù. E poi? Poi ti ritrovi farfalla ... Libera, almeno credi, di lasciarti andare. Si, perchè in realtà il più flebile soffio basta affinchè la tua rotta cambi. E tu ti limiti a fluttuare, accarezzata dalla corrente. Noi viviamo secondo l'idea che altri ci hanno dettato della vita, alla quale inconsapevolmente abbiamo aderito."
Questa è la storia che Carlo raccontava a chiunque capitasse da quelle parti. Ti sentivi attraversare dai suoi occhi pieni di domande. Poi un giorno mi prese le mani e mi disse: "Vedi? Io ce l'ho le ali ... e voglio andare dove mi pare, non sono mica stupido! Io ce l'ho il coraggio di vivere anche senza cercare un senso, di andare controvento, quando il vento vuole spingermi da un'altra parte. Perchè dimmi, hai mai capito qual'è il senso dell'essere farfalla? Se ci metti otto mesi a venir fuori da quel bozzolo e tre giorni soltanto per morire?"
Io quel giorno a Carlo una risposta non ho saputo darla, poi non l'ho più rivisto.
"E' matto!" si diceva tra infermieri. L'hanno visto parlare nel vento e tentare di volar via dal quarto piano.
Marika ha gli occhi lucidi mentre racconta questa storia. Lei voleva bene a Carlo.
"Dopo la sua morte mi sono interrogata a lungo. Adesso credo che il vero, unico senso dell fragile esistenza di una farfalla sia il dono di un momento di stupore negli occhi di chi la guarda volteggiare."
Mary 21 oktober Alda Merini
A me piacciono gli anfratti bui delle osterie dormienti, dove la gente culmina nell'eccesso del canto, a me piacciono le cose bestemmiate e leggere, e i calici di vino profondi, dove la mente esulta, livello di magico pensiero. Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto malvissuto e scostante, meglio l'acre vapore del vino indenne, meglio l'ubriacatura del genio, meglio sì meglio l'indagine sorda delle scorrevolezze di vite; io amo le osterie che parlano il linguaggio sottile della lingua di Bacco, e poi nelle osterie ci sta il nome di Charles scritto a caratteri d'oro.
A. M. ERA D'INVERNO
Era d’inverno … lo sentivamo dalla pelle tesa in mille brividi, era l’amore .. e ancora lo sentivamo dalla pelle, dai suoi brividi. Ricordo strade lucide, gonfie di vento … e i nostri passi come un’eco, tra monumenti notturni. Mi vedevo nei tuoi occhi … bella … assurdamente felice! Un giorno ti avrei scritto, anche di quell’inverno … Di come era stato aspettarlo dietro quella tenda, delle parole soffocate per paura … Le avrei scritte. Ti avrei scritto, un giorno, di tutto ciò che allora ci era parso sconveniente dire. Fare. Le parole non superarono però l’inverno … e le vidi morire, una ad una, così … come cadono le foglie, per inerzia o rassegnazione. Era la stagione del “non amore” … e nemmeno lui potè sopravvivergli, lui con radici poco profonde non era rimasto che il tempo di un sorriso … Lo salutai insieme alla stagione morta, insieme al tuo sguardo lontano … con la promessa che un giorno io ti avrei scritto… anche di quell’inverno.
Mary
ROMA
Rovescio questa sfera di cielo. Più cupo della notte il ricordo … Odori di città spenta di stagione in calma … L’estate zuccherina degli amori caldi - sudati - Strade sonanti, come d’argento nell’andatura di lente carrozze per vicoli oltre il fiume. Roma di sapori di eterna luce oltre il tramonto … nel filtro degli aceri, tra le foglie. Rosso sparso, sottolinea fioco il silenzio assorto nella storia per le strade. Da un lampione … dieci … cento … fantasmagorie metropolitane.
Mary
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